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 NOtizie dall'omeopatia

05/01/2006

Le 'altre' terapie senza legge
Molte ombre e poche luci nel bilancio 2005 del cammino delle Medicine non convenzionali (e/o complementari) verso il riconoscimento legislativo e una piena integrazione nel sistema di salute. La legge di regolamentazione delle MnC attesa da almeno 3 legislature, neanche questa volta ha concluso il proprio iter parlamentare. Il testo unico, presentato nel maggio 2003, era stato elaborato dopo un ampio numero di audizioni con tutte le realtà coinvolte dal provvedimento legislativo.

Quel testo ha subìto in seguito numerosi cambiamenti che hanno condotto alla stesura di un nuovo Testo Unico, depositato alla Camera all'inizio di quest'anno. Nonostante l'impegno del relatore Lucchese, l'accordo di massima di maggioranza e opposizione e il consenso di gran parte degli interessati, la fine di questa legislatura non vedrà l'approvazione della legge. Non solo, appare ormai irrealistica anche la possibilità dell'approvazione del testo sulle MnC almeno in un ramo del Parlamento, che consentirebbe di ripartire la prossima legislatura avendo compiuto almeno la metà del percorso. Uguale sorte sembra destinata alla proposta di legge sul comparto erboristico, in attesa del voto di approvazione del Senato per poi tornare alla Camera, che difficilmente potrà essere licenziata entro la fine della legislatura.

Un'altra ombra è rappresentata dal documento approvato dal Comitato Nazionale per la Bioetica contro le medicine definite impropriamente "alternative", nonostante il grande impegno, disatteso, del "Comitato di consenso e coordinamento delle MnC" in Italia di avviare un percorso condiviso. Il documento dichiara, fra le altre cose, che i bambini non andrebbero curati con l'omeopatia, un'affermazione che ha creato un allarme, pericoloso e assolutamente ingiustificato, nelle migliaia di famiglie che hanno compiuto questa scelta per i propri figli.

Ugualmente enfatizzata, al punto da far pensare a una vera e propria campagna denigratoria, la pubblicazione, a fine agosto, sull'autorevole rivista Lancet di un articolo secondo cui l'efficacia clinica dell'omeopatia sarebbe equivalente all'effetto di un placebo. Il tono perentorio dell'editoriale, che celebrava (prematuramente) la "fine dell'omeopatia", si rivelava in seguito del tutto non motivato dalle conclusioni di una metanalisi che, su 110 studi esaminati, ne aveva scartati il 93 per cento, selezionandone arbitrariamente solo 8, dei quali ben 5 a favore dell'efficacia dell'omeopatia.

Nello stesso periodo è stato lanciato un allarme dai produttori di medicinali omeopatici e antroposofici, preoccupati per i contenuti della bozza preliminare del decreto di recepimento della Direttiva 2001/83/CE proposta dal ministero della Salute e giudicata ingiustificatamente restrittiva, con grave pregiudizio della libertà di scelta terapeutica. La creazione di un tavolo congiunto, per fortuna, sembra avere posto le premesse per una revisione concordata della bozza del documento.

Una novità positiva arriva invece dalle Regioni che, in numero crescente, stanno svolgendo un ruolo molto attivo in questo settore. La Toscana in particolare, con il nuovo Piano Sanitario Regionale 2005/2007, ha sancito l'integrazione definitiva nel Servizio Sanitario Regionale di agopuntura, fitoterapia e omeopatia, le MnC più diffuse fra la popolazione e per le quali si considera raggiunto un sufficiente livello di dimostrazione di efficacia. Qualificate come medicine complementari, tali terapie sono state inserite nei Livelli essenziali di assistenza regionali e potranno essere erogate nelle strutture sanitarie pubbliche della Regione (più di 50) dopo il pagamento di un ticket, equivalente a quello previsto per le altre prestazioni specialistiche.

In un recente incontro tra le Regioni promosso dalla Campania, molto attiva nel processo di integrazione, è stata proposta la creazione di un tavolo interregionale per coordinare le iniziative sulle MnC.

5 GENNAIO 2006 - www.repubblica.it